lunedì 3 dicembre 2007

Ecco perchè non tollero l'ipocrisia milionaria dell' "Atleta di Cristo" Kakà:Controstoria di un "Pallone (a peso) d'Oro"


"Il campione gentile che vince in nome di Dio".Quando non si vuole esagerare con gli elogi per lui si scrive così "sobriamente" sui giornali.Parliamo del Sig. RICARDO IZECSON SANTOS LEITE.Meglio conosciuto come Kakà, ovvero l'uomo che ha avuto l'ardire di alzare le braccia al cielo anche alla consegna del Pallone d'oro.Eh sì perchè non se ne può più di questo eccesivo protagonismo di questo Sig. kakà che mette Dio e la religione ovunque.Ad ogni gol, ed adesso ad ogni premiazione, alza le braccia al cielo come per ringraziare Dio.Ok Sig. Kakà abbiamo capito che è religioso, ma ci vuole fare diventare ogni goal del Milan come una liturgia ecclesiastica? Il calciatore (ottimo) per me è però sopravalutato:ma non mi voglio soffermare sul Kakà calciatore, ma soprattutto sul Kakà ipocrita, sul Kakà esibizionista, sul Kakà buonista.Cominciamo dall'ultima delle sue "qualità". Ci ricorda ad ogni piè sospinto che è arrivato illibato al matrimonio. E allora? A noi cosa importa? Dovremmo plaudirLa perchè ha seguito i dettami di Dio o perchè ci vuol dire :"Vedete, anche se ho tutti questi soldi e sono famoso, non trombo, anche se potrei farlo ogni giorno". Ma sentiamolo dopo una delle sue vittorie con il Milan. "Sono felicissimo non ho neanche parole per esprimere la mia gioia. Vincere lo scudetto alla mia prima stagione è una soddisfazione incredibile, questo scudetto è per Dio, lo dedico a lui. E poi anche alla mia famiglia, agli amici, ai compagni di squadra.È tutto bellissimo, sto vivendo due sogni: "il primo è quello con Gesù, il suo dono meraviglioso, la gioia, la pace, la salvezza, la certezza della vita eterna.". Ebbene ,Veltroni ,quanto a buonismo, e paragonato al Sig. Kakà, ci appare un orco. Ma ancora: "Vincere al primo anno di Italia e in un campionato così difficile è un bel regalo di Dio. I miei compagni dicono che sono stato io a fare la differenza? No, sono troppo buoni, io sono stato uno del gruppo, e che gruppo: ci sono campioni fantastici nel Milan, io ho imparato da loro. Nel Milan poi ho trovato una casa, mi sembra di stare in famiglia. Di Rio de Janeiro mi mancano molto la mia fidanzata Caroline, gli amici, le spiagge, il sole, la calma. Ma a Milano ho scoperto la bellezza della neve. É bello guardarla e camminarci sopra, mi piace quel leggero scricchiolio che si sente sotto gli scarponi, che ti infonde una grande calma. Io sono sempre così, mi piace la tranquillità, la pace, volare, sognare con la fantasia, accetto solo felicemente il frastuono dello stadio. La Bibbia mi aiuta in questo mio desiderio di serenità. Per dominare i sentimenti e restare freddo in campo, e nella vita, all'età di 21 anni ci vuole una sicurezza e un equilibrio che ti viene da dentro". Certo, poi se hai contratti milionari (di euro) è più facile essere cristiano e buonista ,vero? E mentre San Siro festeggiava lo scudetto, Kakà si mise una maglietta con la scritta: "I belong to Jesus" (Io appartengo a Gesù), cioè una di quelle scritte che la Fifa ha messo al bando ma che nel campionato italiano non sono ancora fuorilegge. Il Sig. Kakà lo sa che la religione deve rimanere fuori dagli stadi e dai campi di calcio? O no? Ma leggiamo una sua nuova intervista rilasciata agli Atleti di Cristo, ovvero ai bacchettoni sportivi http://www.atletidicristo.org/. "Com'è stato il tuo incontro con Gesù?" R. "Sono nato in una famiglia cristiana, i miei genitori erano già convertiti, erano della chiesa battista, adesso siamo nella chiesa "Rinascere" da 8 anni".Parole da libro Cuore."Qual è stato il momento principale del tuo incontro con Gesù?" R. "Il momento principale è stato il mio battesimo avevo 12 anni, nella chiesa "Rinascere";soffrivo di una forte contusione! Era una cosa molto seria, infatti nell'ottobre del 2000 sono andato a visitare i miei nonni e dopo sono andato in un club dove c'è una piscina.A bordo piscina c'era uno scivolo ed io sono andato a giocare sullo scivolo e quando sono entrato in acqua ho sbattuto con la testa sul fondo, uscii dall'acqua e sentii molto dolore. Mio fratello mi disse che usciva del sangue. La prima cosa che i miei genitori hanno fatto è stata una preghiera, mia madre diceva che in quel momento c'era una battaglia spirituale. Dopo siamo andati al pronto soccorso e dalla lastra risultava che tutto era a posto. Due giorni dopo, mentre giocavo a calcio, sentii un dolore insopportabile e riandai al pronto soccorso, rifeci la lastra e questa volta i medici dissero che avevo una frattura alla sesta vertebra, mi dissero: "Sei stato fortunato! Potevi rimanere sulla sedia a rotellee finire la tua carriera!". In questo ho visto la mano di Dio, sono rimasto due mesi a casa a riposo e in quel periodo sono cresciuto molto nelle vie del Signore".Come no? Una cosa che chiamasi per me colpo di culo, lui la vede come un aiuto del Signore. Ma se il Signore gli voleva bene, non gli faceva avere la contusione , o no? "Pregavate prima delle partite di calcio del mondiale insieme ai suoi compagni? E come vedevano questa situazione i non convertiti?" R. "Ci riunivamo io, Lucio ed Edmilson pregavamo sempre prima e dopo le partite e invitavamo anche gli altri. Denilson qualche volta è venuto alle riunioni, ma anche Junior e Roberto Carlos. L'ambiente era molto bello, pregavamo sempre, poi parlavamo e leggevamo la Bibbia. Questi incontri si svolgevano in una saletta". E se uno è musulmano negli spogliatoi deve assistere a queste pantomine esibizionistiche? "Quella maglietta con la scritta "I Belong to Jesus" (Io appartengo a Gesù) che hai usato in finale di Coppa del Mondo, l'avevi portata dal Brasile? Eri sicuro di vincere?. R. "Porto sempre con me tre maglie, una era quella che avete visto, sull'altra c'è scritto "Dio è fedele" e sulla terza "Gesù ti ama". La FIFA aveva vietato di mettere queste maglie sotto le casacche, ma in finale nessuno poteva impedircelo e così senza dire niente a nessuno io, Lucio ed Edmilson ci siamo messi tre maglie diverse. L'anno prima avevo rilasciato un'intervista in occasione di una premiazione ed avevo detto che il mio sogno era quello di gridare al mondo durante il mondiale che appartengo a Gesù, insomma è stato il compimento di una promessa". Quindi ricapitolando per il Sig. Kakà le leggi non valgono nulla, quando c'è la religione. Bell'esempio di educazione civica. Ma lui imperterrito continua: "In tutto il mondo si è detto che quello è stato un momento speciale. E' successo così: ho visto Edmilson che si avvicinava e ci siamo inginocchiati a terra, poi lo Spirito Santo ha mandato anche Lucio che era dall'altra parte del campo. Tutte le televisioni del mondo hanno visto quelle immagini e per noi è stato veramente speciale!" Ah pensavo fossero state le gambe a portare Lucio. Invece è stato lo spirito santo. Ahhhhhhhhh. Capito. "Pensi che quella sia stata una manifestazione della potenza di Dio?" R. " Penso di sì. Perchè noi avevamo pregato prima del mondiale per questo. Avevamo detto che il nostro proposito con Dio era che la squadra che vincesse quella onorasse il nome del Signore. Se era il Brasile lo avremmo fatto noi altrimenti qualcun altro di altre squadre. Ringraziamo Dio che lo abbiamo fatto noi." Ah ecco.Quindi si prega per vincere. Tutto chiaro adesso."Qual è l'importanza di Gesù nella tua vita?" R. " Dico sempre che non esiste un'altra forma, la sua importanza è totale, lui sta al primo posto nella mia vita!". Sarà contenta la famiglia di Kakà. "Come vedi il futuro del Brasile per quanto riguarda la politica? Arriva la Risposta che è davvero la sua chicca. "Secondo la Bibbia, è Dio che sceglie i re, i principi, o il presidente, senatori, tecnici, insomma lui sceglie i leader. Se Dio sceglierà un cristiano lo farà al momento giusto. Io cerco di non parlare ma male dei politici perchè Dio li ha scelti e noi dobbiamo rispettarli." Scusate ma qui siamo davvero alla evidente necessità di un ricovero al più vicino ospedale psichiatrico giudiziario. "Che messaggio dai ai giovani coinvolti nella droga e nell'alcool?" R. "Di lasciar perdere! Questa è una mancanza di responsabilità, sia nei confronti di Dio che in tutto il resto. Ad esempio nessuno si sposa più! Nessuno vuole più la responsabilità e così si finisce nell'alcool e nella droga che per loro è allegria e felicità ma non è così! Per essere felici bisogna prendersi degli impegni con Dio!" Ah sì,bravo Kakà. Con queste parole hai convinto tutti. "Lancia un messaggio per chi vuole fare il calciatore come te" R. "Abbiate pazienza, è importante perseverare, se è nella volontà di Dio tutto di avvererà!" .Quindi se prego, pur essendo un asino a calcio, diventerò come Van Basten? L'ipocrisia di questo soggetto si è notata anche quando ha tirato su il prezzo per il contratto ,dicendo che voleva andar via al Real Madrid. Lui diceva "perchè in Italia c'è violenza". Infatti dopo hanno ammazzato il tifoso della Lazio ma lui ha rinnovato il contratto perchè hanno acceduto alle sue richieste economiche (più alte degli anni precedenti). A proposito, gli chiederei. Ma se è così religioso, quasi un san Francesco in erba (del campo di calcio), perchè non dà tutto quello che guadagna ,TUTTO, ai bambini poveri? Ma lui ha sempre una via d'uscita: al giornale GQ ha detto ""A fine carriera vorrei fare il pastore evangelico. Mi piacerebbe molto.È un percorso impegnativo Bisogna studiare teologia, fare un corso, approfondire lo studio della Bibbia.Non è così facile applicare alla società di oggi cose scritte migliaia di anni fa. Ma proprio questo è il compito di un buon pastore: attualizzare l'insegnamento della Bibbia". Ah capito, un pò come il Veltroni che 2 anni fa diceva che dopo la sindacatura a Roma sarebbe andato in Africa ad aiutare i meno fortunati....
ps:i miei precedenti "profili politicamente scorretti" qui
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/09/marco-pannella-il-violento-ormai-fa.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/09/ecco-perch-mando-il-mio-vaffa-beppe.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/10/una-cinica-nullit-politica-di-nome-fini.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/10/veltroni-uno-smemorato-furbacchione.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/10/scendo-dal-carro-dei-vincitori-e-salgo.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/10/ecco-voi-l-antonio-di-pietro.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/10/u-cumenda-zampetti-non-addio-ma-see-you.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/11/gli-scheletri-nellarmadio-del-che.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/11/controstoria-del-ragioner-biagi-enzo-ex.html
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/11/antonello-venditti-il-comunista.html

6 commenti:

Anonimo ha detto...

sei durissimo!!!
però mi hai fatto ridere
:-) :-)

Anonimo ha detto...

sì anche a me sembra un falso

Anonimo ha detto...

anche con Kakà te la sei presa!!

cosatifrega ha detto...

se fosse nella volontà di Dio tutto si sarebbe avverato.... se Dio non vuole non s'avvera.
Tu intanto impara a giocare a pallone come sai parlare e allenati ore ed ore sotto la pioggia o sotto la neve....poi facci vedere.

Insomma non è proprio facile essere ricco e semplice come quel ragazzo dato che l'ho conosciuto di persona... dato che i ricchi son spesso corrotti e dediti alle mondanità più assurde. Non mi pare sia lo stesso.
Che lui paghi le decime per la chiesa evangelica che le devolve totalmente in opere di carità(non come la chiesa cattolica) è risaputo.

Ma l'invidia è una brutta bestia anche quando si è poveri. La tua.

Detto da un "comune mortale" come te. Saluti. Se nn hai nulla da scrivere nel blog non sparare sentenze pls. La libertà d'espressione dev'essere usata con intelligenza

cosatifrega ha detto...

ah ti lascio un vecchio proverbio: "aiutati che Dio ti aiuta" :)

Anonimo ha detto...

Non vi è alcuna ipocrisia negli ideali di Kakà. La sua bravura lo ha portato ad essere il calciatore più bravo al mondo e di conseguenza uno dei più pagati.
Ciò non significa che questa condizione privilegiata non possa essere conciliata con una grande fede maturata sin da bambino che lo porta a dedicare la sua vità e i suoi successi a Dio. Invece di criticare un raro esempio di nobiltà d'animo, mi soffermerei piuttosto su chi, pur in una simile condizione, sperpera il proprio patrimonio in vizi e sollazzi. Vedi la maggiorparte dei suoi colleghi connazionali e non.
Dio ci chiede di portare al mondo il Suo messaggio di amore, ed è quello che fa Kakà nel momento in cui racconta la sua esperienza di castità prematrimoniale, il suo impegno per il sociale, la sua appartenenza a Gesù. In questo modo può diventare un esempio positivo per molti ragazzi e credo ce ne sia un forte bisogno in uno scempio di società come quella odierna.
Forse è il segno che qualcosa sta cambiando. Una ragazza di 22 anni se lo augura con tutto il cuore e ringrazia il contributo offerto dai veri uomini come Kakà