giovedì 15 luglio 2010

CONTROSTORIA DI NELSON MANDELA, UN EX TERRORISTA CORAGGIOSO MA CON ALCUNI NEI NELLA SUA VITA


Beh so già di attirarmi gli improperi di quasi tutti gli internauti cercando di analizzare obiettivamente la vita di Nelson Mandela.Ma come mio costume cercherò comunque di farlo.Parto con il dire che Mandela intanto non era figlio di nessuno, ma apparteneva ad una famiglia molto in vista del SudAfrica. Il nome Madiba, titolo onorifico adottato dai membri anziani della sua famiglia, è divenuto in Sudafrica sinonimo di Nelson Mandela. Il nome Nelson Mandela gli venne attribuito dai missionari della scuola elementare.Non abbiamo problemi a dire che chi si fa più di 20 anni di carcere merita rispetto e considerazione.Chi l'avrebbe fatto? Quasi nessuno, però a differenza di gente come Sandro Pertini la vita di Mandela non "luccica" così tanto.Dura era la vita nel carcere di Pollsmoor, a Città del Capo, dove i secondini passavano a dare la sveglia alle quattro del mattino, battendo con i manganelli sulle inferriate e latrando ordini belluini in boero stretto.Ma perchè era in carcere? Certo per contrastare l'infamia dell'apartheid.Ma con quali strumenti? Fu a lungo uno dei leader del movimento anti-apartheid, organizzò anche azioni di sabotaggio e guerriglia.Nel 1961 infatti divenne il comandante dell'ala armata Umkhonto we Sizwe dell'ANC ("Lancia della nazione", o MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l'esercito e gli obiettivi del governo, e elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all'apartheid. Raccolse anche fondi dall'estero per il MK, e dispose addestramenti para-militari, visitando vari governi africani.In parole povere Umkhonto we Sizwe ("Lancia della nazione", abbreviato in MK) è il nome dell'ala militare dell'African National Congress. Fondato il 16 dicembre 1961 dall'ANC e dal Partito Comunista Sudafricano (SACP), il suo obiettivo era quello di condurre azioni di guerriglia contro il regime segregazionista bianco allora in vigore in Sud Africa. Fu classificato come movimento terrorista sia dal governo che dai media sudafricani e di conseguenza bandito.L'11 luglio 1963 11 capi dell'ANC (tra cui Nelson Mandela) e del MK furono arrestati in un sobborgo di Johannesburg e processati per atti di sabotaggio. Le attività del MK all'inizio si limitavano ad azioni di sabotaggio con attentati a siti militari, industriali, civili e infrastrutture, ma poi includero azioni di guerriglia urbana. L'attacco più importante fu quello contro la centrale nucleare nelle vicinanze di Città del Capo.Nell'agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, notizie che però lo stesso Mandela nella sua biografia ritiene non attendibili, e fu imprigionato per 5 anni con l'accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento allo sciopero.Vi sembrano comunque cose tipiche di un pacifista? Pertini non fece mai cose simili.Figuriamoci Ghandi.Rifiutando un'offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata (febbraio 1985), Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990.Da questo si potrebbe desumere coerenza, ma così facendo rallentò la possibilità di una pace tra le parti.Il Premio Nobel per la pace nel 1993 per Mandela quindi lo vedo proprio inappropriato.Ma quali erano stati gli altri premi che aveva avuto?Era già stato in precedenza premiato con il Premio Lenin per la pace nel 1962 ed il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 1988.Voi sareste orgogliosi di questi premi provenienti da dittature?Ma cosa fece quando divenne presidente del SudAfrica?Alcuni esponenti radicali furono delusi dalle mancate conquiste sociali durante il periodo del suo governo, nonché dall'incapacità del governo di dare risposte efficaci al dilagare dell'HIV/AIDS nel Paese. Mandela stesso ammise, dopo il suo congedo, che forse aveva commesso qualche errore nel calcolare il possibile pericolo derivante dal diffondersi dell'AIDS. Mandela è stato anche criticato per la sua stretta amicizia con Fidel Castro e Muammar Gheddafi, da lui chiamati "compagni in armi". Anche la decisione di impegnare le truppe Sudafricane per opporsi al golpe del 1998 in Lesotho rimane una scelta controversa.Ricordiamo che Nelson Mandela fece appelli alla "Comunità Internazionale" che decise a quel punto di ritirare l'embargo alla Libia (primavera del 1999).Ritenete queste iniziative proprie di un pacifista contrario alle dittature? Meglio Pertini.Sicuramente.
ps:i miei precedenti "profili politicamente scorretti" qui (per tutti i quali come sempre siamo pronti a rettificare inesattezze o altro)
http://lasteccanelcoro.blogspot.com/2007/09/marco-pannella-il-violento-ormai-fa.html
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9 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti,una bella biografia d Mandela coi suoi pregi e difetti. Tiziano

Anonimo ha detto...

Quindi, Sandro Pertini era contrario alla lotta partigiana, condotta con le armi. Ma cosa vai dicendo? Dopo di che condividi il punto di vista dei governi razzisti dell'apartheid, conferendo nel titolo l'appellativo di terrorista a Nelson Mandela, il più grande statista, del novecento, oltre che un grande combattente per i diritti umani. Lotta che ha pagato con trent'anni della propria libertà personale.
Cristian Barbato

Anonimo ha detto...

A proposito, io mi sono firmato, tu chi sei avvocato del diavolo?

Cristian Barbato

Anonimo ha detto...

Una bella biografia "pulita". Ecco cosa ci vuole nei libri di scuola. Comunque sempre meglio in questi casi fare comparazioni con altri personaggi simili come Pertini per evitare polemiche.

Lorenzo Penta ha detto...

Se vogliamo dirla tutta, Pertini si schierò in favore dell'intervento dei carri armati sovietici in Ungheria, una delle più gravi e sanguinose repressioni del Novecento europeo. Se dobbiamo fare - giustamente - le pulci a tutti, allora facciamole anche a Pertini.

Anonimo ha detto...

Bravo Lorenzo Penta

Anonimo ha detto...

Il premio Sakharov è conferito dal parlamento Europeo e Andrej Sakharov era un dissidente dell'URSS.

Anonimo ha detto...

Sandro Pertini, losco figuro che ebbe un ruolo rilevante nell’indegno attentato di Via Rasella e che, per ringraziare il Duce del Fascismo di averlo sempre risparmiato nonostante i ripetuti arresti per propaganda antifascista, divenne uno dei maggiori artefici dello stomachevole carnaio di Piazzale Loreto… Per questo sudicio individuo, che nessuno stimava neppure fra i socialisti (non a caso, resuscitò dal dimenticatoio solo dopo la morte di Petro Nenni, che mai gli perdonò l’eccidio e la barbara esposizione del cadavere del Duce), Mussolini andava “ucciso a bastonate, come un cane tignoso”… Ma ciò non doveva certo derivare da un suo amore per la pace e la democrazia, dato che alla morte del macellaio Stalin, l’indegno presidente della repubblichetta lo omaggiò con le seguenti parole pronunciate al Senato: «Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto. Costernati siamo perché tutti avvertiamo il vuoto che Egli lascia tra il suo popolo e nell’umanità intera. »
E tanto per non farsi mancare nulla, il losco figuro con le mani grondanti di sangue, arrivò al punto di correre al funerale di Tito, altro macellaio comunista con le mani lorde del sangue di decine di migliaia di italiani innocenti, gettandosi a piangere sulla sua bara!

Anonimo ha detto...

Ascoltami nella notte (2013)

Ascoltami, Erin, intenda tamburo,
nella notte, il tuo grande orecchio
del Kenya, dove tu pascoli ancora
libero. Il dio della Bibbia Swing
mi è morto dentro e l’astro più bello
del firmamento Blues è da tempo
un globo spento. Che ora tuoni
alle nubi a mandrie, che martello
poderoso la mandi su tutte le savane
del mondo. Viva Mandela, abbasso
lo schiavismo di lacrime e diamanti.

F.2000 ufo.for m.i